“Se c’è mai stato un quinto Beatle, era di certo Brian”, con queste parole Paul McCartney sottolinea l’importanza di Brian Epstein, imprenditore inglese, conosciuto ai più per essere stato manager dei Fab Four.

Con la graphic novel Il Quinto Beatle, gli autori Vivek J. Tiwary, Andrew C. Robinson con la collaborazione di Kyle Baker ci regalano un ritratto struggente dell’essere umano Brian Epstein.

Per quanto potente fosse la musica dei Beatles, senza Brian, la possibilità che i loro capolavori non andassero oltre Liverpool era concreta. Fortunatamente, una sera del 1961, nel corso di un’esibizione al The Cavern (il locale di Liverpool nel quale il quartetto si esibiva), i Beatles vennero notati da Brian che volle subito prenderli sotto la propria ala per proteggerli e guidarli al successo mondiale, cosa che poi effettivamente avvenne.

Noi fan spesso sottovalutiamo e trascuriamo l’importanza di chi sta alle spalle degli artisti che seguiamo, dimenticando che il loro lavoro è ugualmente importante. L’organizzazione è un fattore fondamentale per il raggiungimento del successo in qualsiasi campo esso si manifesti e i bravi manager come Brian ne sono consapevoli.

Il libro ripercorre la storia di quegli anni, accompagnandoci in un viaggio dai sapori agrodolci fatto di successi e insuccessi. Di pari passo al trionfo mondiale dei Beatles troviamo un Brian Epstein sempre più ambizioso e alla ricerca del suo posto nel mondo. Il fatto di non poter vivere la propria omosessualità liberamente, unita ad amori non corrisposti, portano Brian a sgretolarsi sempre di più e ad assumere regolarmente psicofarmaci.

È stata forse la viscerale voglia di affetto e amore a portare Brian a credere così tanto nei Beatles, a permettere loro di diffondere i loro messaggi positivi attraverso canzoni che continuano a vivere ancora oggi più forti che mai.

Certe storie credo servano a rendere il mondo un posto migliore nel quale vivere, il mio, grazie alla musica dei Beatles e quindi grazie a Brian Epstein è un mondo sempre più verde, come il colore della speranza.

“In trentasette stati americani alle lesbiche e ai gay ancora non viene riconosciuto pieno diritto di cittadinanza. “All you need is love”, quell’emozionante frase dei Beatles, può essere una regola di vita troppo semplificata, ma tutti noi abbiamo veramente bisogno d’amore! Con Il quinto Beatle ricordiamo la musica dei Beatles e contempliamo tutta l’energia che un uomo gay mise nell’aiutarli ad ampliare la visione mondiale del potenziale dell’amore.”

Howard Cruse, luglio 2013 – Postfazione de Il quinto Beatle

 di Melissa Basile