“Non avevo ben chiaro il mio futuro, credo che a 25 anni mi sarebbe andato bene qualunque lavoro che avesse compreso l’uso della matita”.

Patrizia Mandanici

La sua lunga carriera vanta collaborazioni con grandi testate come “Avvenimenti” ,”Kaos” e “L’Intrepido”, passando per la Star Comics fino ad arrivare alla Sergio Bonelli Editore, dove realizza disegni per alcune storie di Legs Weaver, Nathan Never e Gregory Hunter. Ma Patrizia Mandanici è molto di più. E’ solo leggendo le sue opere originali e personali che si scopre la sua  vera essenza fatta di passione, cultura ed intelligenza. Noi le abbiamo fatto qualche domanda…

Intervista

1) Chi è Patrizia Mandanici, come ti descriveresti?

Sono una disegnatrice di fumetti, illustratrice talvolta. Amo i libri, gli animali, la scienza, la tecnologia e ultimamente anche le serie tv.

2) Prima il Liceo artistico poi l’’Accademia di Belle Arti, avevi ben chiaro fin da subito che strada avrebbe preso il tuo futuro?

Sì e no. Ho sempre disegnato e i miei genitori hanno assecondato questa mia passione, dato che ci ero anche portata. Vagamente immaginavo di voler fare l’illustratrice (mai la fumettista, mi sembrava una cosa troppo difficile). L’Accademia l’ho frequentata un po’ per caso, ho capito presto che il teatro non faceva per me. Non avevo ben chiaro il mio futuro, credo che a 25 anni mi sarebbe andato bene qualunque lavoro che avesse compreso l’uso della matita.

3) Quali sono le influenze artistiche e non che accompagnano oggi il tuo lavoro?

Oggi dopo tanti anni di lavoro è difficile che qualcosa mi influenzi così tanto da riflettersi sul mio segno, non in maniera così palese, comunque. Ci sono però tanti autori che leggo e seguo con attenzione, sia italiani che stranieri: Paolo Bacilieri, Mammuccari, Cavenago, Fior, Inoue, Taniguchi, Burns, Tomine, ma ce ne sono tanti altri che dimentico. Certamente anche le altre arti visive hanno per me un certo fascino: l’illustrazione, il cinema, le serie tv, i videogiochi.

4) Cosa leggeva Patrizia da adolescente?

Quand’ero adolescente sono rimasta molto colpita da 3 autori: Pratt, Pazienza e Moebius. Autori molto diversi, così come diverse erano le mie letture e le mie passioni. Immagino che tutto mi abbia influenzato, tutto ciò che ho letto negli anni (fumetto francese, supereroi, Bonelli, ecc.) con una predilezione forse per gli autori dal segno netto, pulito, plastico, a volte grafico.

5) In tanti anni di carriera, qual è stato il personaggio o i personaggi ai quali sei rimasta più   legata e perché?

Ossian lo ricordo con affetto perché lì mi sono davvero fatta le ossa e preparata per quello che poi sarebbe stato il lavoro seriale in Bonelli, e poi Gregory Hunter per il tipo di fantascienza scanzonata e piena di alieni che è molto nelle mie corde, e che mi diverte molto. Aggiungerei Legs Weaver, che ho potuto continuare a disegnare anche dopo la fine della serie a lei dedicata: un personaggio femminile forte, ma non così granitico come potrebbe sembrare.

6) Da tempo gestisci e curi un forum dedicato a Manga Studio e Clip Studio, forum nel quale aiuti, guidi e consigli i più o meno esperti a trovare le adeguate soluzioni tecnico/artistiche ai loro problemi. Perché lo fai? L’’insegnamento è un’’altra tua vocazione?

L’insegnamento in senso stretto no, non mi sento molto portata, ma ho scoperto che mi piace aiutare gli altri a risolvere problemi e l’uso di Clip Studio Paint ne porta diversi. Il disegno digitale mi fa sentire più a mio agio, anche nel rapporto con gli altri. Mi sto abituando a pensare che posso fare dei corsi e trasmettere quello che so, e che mi piace anche.

7) Dal tuo punto di vista com’’è cambiata l’’editoria nel settore del fumetto negli ultimi anni? Pensi ci sia più spazio per i giovani?

Sono cambiate tante cose, per forza: cambiamenti tecnologi (anche per quanto riguarda la stampa), cambiamenti culturali, e d’abitudine. Si legge meno, si leggono meno fumetti, ci sono sempre meno edicole. Non aggiungo altro. Per i giovani da una parte è più difficile, data la riduzione delle vendite e quindi delle riviste dove pubblicare, dall’altra hanno a disposizione mezzi che una volta erano impensabili il web, i progetti finanziati (crowdfunding), i social network, ecc.

8) Che consigli daresti a chi volesse intraprendere la tua professione?

Nessun consiglio, non mi sento nella posizione di poterli dare. Mi sembra tutto più confuso e difficile, posso solo dire che, come per tutto, bisogna mettersi sempre in discussione e non dare mai nulla per scontato.

9) Nel 2016 hai pubblicato per Comicout la graphic novel “Cronache dall’ombra”. Ho letto il volume e sono rimasto piacevolmente colpito dalla semplicità e dalla omogeneità che delineano le diverse storie. Quanto la tua vita privata e le tue esperienze personali hanno inciso nell’’evoluzione di queste storie nel corso del tempo?

Nell’evoluzione non saprei, ho sempre scelto un approccio alle storie in cui il nucleo fosse l’esperienza personale in cui poi innestavo altre cose, magari inventate o viste in giro.

10) Nei tuoi racconti c’’è una forte componente intima. Sfogliando le pagine di “Cronache dall’’ombra” si ha come l’’impressione di viverle quelle storie, di essere lì seduto su quel divano o sdraiato su quel letto. L’’immedesimazione è totale e il bilanciamento tra immagini e parole è perfetto. Nel tuo caso, sono le immagini a consigliarti le parole da utilizzare o sono le parole a delineare i contorni dei tuoi personaggi?

Entrambe, non parto mai solo da un’immagine o da delle parole; l’una prende spunto dall’altra, si alimentano a vicenda. Immagino le situazioni per scene, a volte qualche dialogo è già chiaro in mente, a volte no. Lavoro molto su layout abbastanza definiti, dove immagino già la suddivisione delle vignette della tavola, poi magari aggiusto e cambio se mi accorgo che un dialogo richiede più vignette.

https://patriziamandanici.blogspot.it

https://patriziamandanici.jimdo.com/

Intervista a cura di RH – Riding High