Ieri sera sono tornata bambina. Tutto merito di Dory e della sua testolina da smemorata.

“Finding Dory” o meglio “Alla ricerca di Dory” , è l’ultimo film prodotto Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures.

Sequel de “Alla ricerca di Nemo”(uno dei successi della Disney più celebri degli ultimi anni), racconta di Dory e del suo disperato tentativo di ricongiungersi con i genitori. Per farlo attraverserà l’oceano e mille difficoltà rese ancora più ardue dalla sua vacillante memoria.

Il viaggio che si percorre guardando il film è a dir poco entusiasmante, un crescendo di emozioni e divertimento genuino, quello dettato dai buoni sentimenti. Come sempre sono questi ultimi a dar slancio alla storia, la voglia di ritrovare le persone amate grazie all’aiuto di amici veri che, come nella vita reale, diventano la famiglia che ognuno di noi sceglie.

Spesso mi chiedono : “Perché vai ancora al cinema a vedere i cartoni animati? Non sei più una bambina!”. Non mi soffermo mai più di tanto ad argomentare la risposta, rispondo in maniera semplice dicendo: “Perché mi piacciono!”

Dovrei forse impegnarmi di più nel momento in cui mi viene posta questa domanda, dovrei rispondere facendo riferimento alla prefazione del “Piccolo principe”

“che tutti gli adulti una volta sono stati bambini (ma pochi se lo ricordano).”

È a loro che i cartoni animati andrebbero dedicati, agli adulti che hanno dimenticato di essere stati bambini, di aver creduto che il bene potesse sempre vincere sul male e che l’amore potesse dar la forza di superare ogni ostacolo, proprio come Dory ci ha dimostrato.

Un viaggio indimenticabile che probabilmente lei non ricorderà.

di Melissa Basile