COSE POPOLARI di Nicola Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti

Con: Nicola Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti, Giordana Morandini

Roma e il sogno di due giovani pronti a vivere insieme. La precarietà lavorativa e gli affitti che, anche a volersi accontentare, restano inaccessibili. E allora l’ultima ratio: la rivendicazione di un diritto per mezzo di un gesto che sfocia nell’illegalità.

Fabio e Patrizia hanno opinioni opposte su cosa significhi lottare per realizzare i propri desideri, e le loro discussioni restano a lungo su posizioni inconciliabili. Stefano, che tenta di offrire una mediazione equidistante fra la sorella e l’amico, si ritrova invischiato in un contrasto che va oltre l’urgenza abitativa.

Su tutti l’eccellente Pistoia, che in scena è Mario: un insolito tuttofare dall’eloquio raffinato e mani sempre pronte a tendersi, per aiutare il ‘prossimo’.

I momenti più toccanti sono proprio quelli in cui Mario condivide episodi di un passato atroce con voce da bambino: sincera e senza filtri. Quelli in cui, nella sua cantilena stonata, invita a credere ancora nelle ‘infinite possibilità’ del futuro, nella convinzione che il presente sia sempre e comunque ‘un dono’. Grazie alla sua trasparenza sbriciola le difese dei tre ragazzi, quello stare sulla difensiva che serve a nascondere – forse difendere – la fragilità di un sogno.

L’occupazione abusiva delle case popolari è la quinta di una commedia apparente: si ride dei toni, del dialetto, della mimica di personaggi tipicamente romani. Ma ciascuna delle quattro voci in scena è perfettamente accordata anche da una personale vocazione umana: l’onestà, l’altruismo, la coerenza, la lealtà.

Sdrammatizzandolo per il tempo di uno spettacolo, un tema tristemente e invariabilmente attuale diventa sinonimo della possibilità di guardare oltre, per trovare un’altra strada. Le conseguenze del conflitto che genera il passo illecito di uno, cambia chi lo compie, ma anche tutti gli altri. Rompe equilibri e ne compone di nuovi: i personaggi in scena indossano alla fine un nuovo sguardo: quello di chi, nonostante gli inevitabili lacci del reale, è di nuovo fedele ad una verità interiore.

di Elisa Boccanera