“Zero la vita ti ha portato dove voleva lei. Dieci tu hai portato la vita dove volevi tu.”

(Giove)

Una radio, la canzone “Questa è la mia vita” di Luciano Ligabue ed il gioco è fatto…da zero a dieci,  film del 2002 scritto e diretto da  Luciano Ligabue.

Baygon (Stefano Venturi), Libero (Massimo Bellinzoni), Biccio (Pierfrancesco Favino) e Giove (Stefano Pesce), quattro quasi quarantenni di Correggio decidono di trascorrere un week-end a Rimini, a vent’anni da quello duramente interrotto a causa della morte di un loro amico nell’attentato alla stazione di Bologna.

Il viaggio, organizzato e programmato nei minimi particolari da Libero, è un modo per ricordare, per cercare di mettere un punto a quel dolore che da anni tutti silenziosamente continuano a portarsi dentro. Un modo per andare a capo.

Sarà sempre Libero ad organizzare quelli che lui chiama “i compleanni” a ciascuno dei suoi amici. Finalmente ognuno dei quattro avrà modo di realizzare i propri sogni e soddisfare i propri desideri. C’è chi sogna di fare il musicista, chi di esternare la propria sessualità, insomma ognuno proverà almeno per una volta il brivido di essere ciò che non è diventato.

A dare il titolo al film ci pensa Giove con le sue pagelle. Nel film, la sua mania di chiedere a tutti di dare un voto alla propria vita, da zero a dieci appunto, ci aiuta a comprendere meglio i diversi personaggi.

Da zero a dieci è un film pieno di nostalgia ma anche di riscatto. In venti anni di cose ne sono cambiate, a partire da loro stessi. E’ cambiata la gente intorno, sono cambiati i modi di vedere le cose, forse solo l’arredamento e la disposizione della stanza d’albergo di Rimini non è cambiata (a detta loro). L’ amicizia, ecco la loro amicizia quella è rimasta più forte che mai.

I bilanci sulla vita che il film affronta attraverso i suoi personaggi, li fa affrontare inevitabilmente anche a noi spettatori. Un film intenso e divertente allo stesso tempo, sarà che mi riporta indietro alle mie vacanze con gli amici a Riccione quando avevo diciotto anni, 15 giorni in cinque dentro una tenda, non credo ci sia altro da aggiungere.

Non lo so ma la storia delle pagelle ha funzionato, semplice e diretta senza troppi giri di parole. Alla fine del film è quasi inevitabile dare un voto alla propria vita.

E voi? Che voto date alla vostra vita da zero a dieci?

di Simone Caputi

– Ma secondo te si è voltato qualcuno mentre passavamo o siamo passati e basta? – Oh, Ciccio: non è che siamo passati. Stiamo ancora passando!