“Sono felice?”.

Quanti di noi si pongono questa domanda? Quante sono le risposte soddisfacenti? Ma poi, cos’è davvero la felicità? Sapremmo darne una definizione? Io personalmente farei davvero molta fatica, non so voi.

Pochi giorni fa ho scoperto una serie tv che ruota attorno alla ricerca spasmodica della felicità, Happyish. Il protagonista è Thomas Payne (Steve Coogan), quarantaquattrenne pubblicitario consumatore di Prozac (farmaco antidepressivo) che comincia a interrogarsi sul senso della vita.

Il gioco di parole che costituisce il titolo, Happyish, in italiano significa “piuttosto felice” e descrive in un certo qual modo lo stato d’animo dei personaggi per i quali la felicità sembra irraggiungibile.

Certo non tutto ciò che vediamo in questa serie ha toni scuri, Thomas ha una bella moglie (una stupenda Kathryn Hahn) con cui condivide tutto e con la quale si è costruito una sorta di isola felice nella quale rifugiarsi insieme al loro figlio Julius. Insieme sono strepitosi ed è difficile non provare un po’ d’invidia.

Il punto di forza di questa black comedy è rappresentato dal fatto che tutti, quarantenni e non, possiamo immedesimarci in Thomas. Tutti abbiamo delle questioni irrisolte, tutti ci interroghiamo sul nostro ruolo nel mondo, tutti almeno una volta lo abbiamo fatto, compresi coloro che dichiarano apertamente di essere felici.

Casalinghe e casalinghi, lavoratori e lavoratrici, lavoratori precari e lavoratrici precarie, studenti e studentesse, sognatori e sognatrici, disillusi e disilluse, tristi oppure felici, questa serie è per voi, è per noi che siamo “costretti” a vivere in questo mondo che molto spesso ci sta stretto e che a volte ci fa venire voglia di scappare.

Thomas e la sua famiglia ci fanno sentire un po’ meno soli.

Purtroppo non ci sarà una seconda stagione, Showtime ha deciso di cancellare lo show per gli ascolti poco soddisfacenti. Sinceramente non ne comprendo il motivo. Probabilmente perché ci infastidisce chi ci sbatte con toni crudi la verità in faccia, ma signori la verità è questa, siamo “piuttosto felici”, non felici!

“Questo è Thomas Jefferson, padre fondatore della mia patria adottiva, l’America…Che amo con tutto il cuore. Ma poi, cazzo, doveva proprio scrivere quella frase? “La vita, la libertà e la ricerca della felicità”. La vita, certo. La libertà, intuisco il concetto. Ma la felicità?

Cioè, che cazzo è la felicità? Una BMW? Mille amici su Facebook? Un milione di follower su Twitter? Avrebbe dovuto essere più onesto e aver detto: “La vita, la libertà e la ricerca della felicità, qualsiasi cazzo di cosa essa sia”. E non farci tirare a indovinare, Tom. Indovinare, ricercare e fallire. Fanculo, Thomas Jefferson!”

Happyish