“Carico di un teatrino, qualche burattino, una storia e tanto entusiasmo, mi incamminai verso quell’orizzonte che non avevo mai conosciuto”.

Il burattinaio delle alpi è una storia semplice che tratta però di scelte che semplici non sono.

L’autore Paolo Cossi ci racconta dell’incontro tra un anziano burattinaio itinerante e una giovane ragazza universitaria.

Due generazioni molto diverse tra loro si confrontano, si scrutano, si raccontano ma soprattutto si ascoltano.
I sogni, i sacrifici, gli incontri e l’Amore vissuto dal burattinaio faranno da linea guida alla giovane Lucia che, a piccoli passi riuscirà, o quanto meno proverà a dare un nuovo senso alla propria vita, quel senso ormai perduto e del quale ognuno di noi credo abbia bisogno.

Cossi, ci accompagna in un viaggio che fonde le storie dei personaggi con l’ambiente circostante. Diversi sono i richiami a città del Nord italia nelle quali il burattinaio racconta di esser stato, riportandone storie, aneddoti, tradizioni, riti e perfino ricette culinarie.

L’opera fa parte di un progetto più grande chiamato ECHI – Etnografie Italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale. Un tempo il libro veniva distribuito dalla Hazard edizioni a titolo gratuito, proprio perché destinato alla divulgazione dei temi inerenti la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale dell’area alpina. Ora sinceramente non saprei.

A mio avviso un’opera ben riuscita. Grazie al suo stile, Cossi tratteggia in maniera netta e decisa i suoi personaggi, donandogli quasi sempre le giuste emozioni.

In ogni caso è una graphic novel che consiglio di leggere, una storia che nella sua semplicità, offre ai lettori diversi spunti di riflessione.

di Simone Caputi