I Bamboo sono un gruppo di Roma costituito da cinque membri: Luca Lobefaro, Valentina Pratesi, Claudio Gatta, Davide Sollazzi e Massimo Colagiovanni. Questi ragazzi suonano strumenti extra-musicali e ci dimostrano che la musica è dappertutto, bisogna solo saperla ascoltare.

  • Bamboo, perchè questo nome? Da cosa nasce?

Il nostro nome nasce da una onomatopea elementare: Bam – Boo sono due suoni semplici che rimandano a suoni percussivi. Nel tempo molte persone hanno trovato letture di gran lunga più elaborate e affascinanti di quella originale, accostando le caratteristiche della pianta Bambù a quelle della nostra musica. Ci hanno regalato delle metafore bellissime, ma in realtà nella nostra mente il nostro nome era semplicemente un suono.

  • Il vostro scopo è quello di fare musica con strumenti “alternativi”, lontani da quelli tradizionali, in base a quali criteri li scegliete? Pensate prima all’oggetto da utilizzare o al suono che vorreste riprodurre?

La scelta degli oggetti da utilizzare è il primo passo per la composizione della nostra musica. Se inizialmente utilizzavamo oggetti solo come percussioni ritmiche, con il tempo abbiamo aggiunto oggetti in grado di produrre note, che insieme a elettrodomestici, giocattoli hanno dato forma al nostro sound. Ogni oggetto ha richiesto tempo per essere pensato, reperito e utilizzato musicalmente.

  • “Props” è il vostro nuovo lavoro, se doveste descrivere il cambiamento o l’evoluzione rispetto a “What’s in the Cube?”, in che modo lo fareste?

Sono due lavori molto diversi tra loro, nel contenuto e nella forma. Se in What’s in the Cube c’era una grande varietà stilistica, e il minimo comune denominatore tra i brani era esclusivamente l’utilizzo degli oggetti come strumenti musicali, in Props abbiamo trovato un indirizzo musicale più specifico: la musica elettronica.

  • Per la prima volta non uscite in formato video, perchè questa scelta?

La scelta della forma è partita da una riflessione sul contenuto: abbiamo pensato che i nostri ultimi brani fossero abbastanza forti di per sé, da non rendere necessario il formato video per esplicitare l’origine dei nostri suoni. Props può essere godibile all’ascolto come un qualsiasi album di musica elettronica. E’ una grande conquista, se si considera che è esclusivamente prodotto utilizzando oggetti.

  • Molti vi hanno conosciuto grazie all’ultimo tour di Marco Mengoni, com’è nata la vostra collaborazione?

Un membro dei Bamboo è da sempre il batterista di Marco Mengoni. Tempo fa Marco aveva espresso il desiderio di avere il nostro concerto in apertura al suo. La scorsa estate abbiamo fatto i primi esperimenti al Collisioni e al Lucca Summer Festival. Siamo stati con lui per tutto il tour invernale italiano.

  • Come descrivereste questa esperienza? Cosa vi ha lasciato?

Suonare nei palazzetti è stata un’esperienza del tutto nuova, e molto gratificante per noi. Ci siamo confrontati con un pubblico che pur non essendo lì per noi, in linea di massima rimane colpito da quello che facciamo. La nostra fan base si sta allargando molto grazie a questo tour.

  • Avete mai pensato di inserire una voce all’interno del gruppo?

Ci abbiamo pensato più volte, ma abbiamo sempre scartato l’idea. Vogliamo mantenere la nostra identità suonando esclusivamente gli oggetti. In futuro si vedrà.

  • Quali sono i vostri progetti futuri?

Il 18 Novembre è uscito il nostro nuovo album Props. Nel 2017 faremo un tour portando in giro un nuovo live in cui la musica sarà accompagnata da luci e visual. Vogliamo che il nostro concerto diventi a tutti gli effetti uno spettacolo.

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