Vi è mai capitato di inviare un’email all’indirizzo sbagliato?

Probabilmente si. Nella maggior parte dei casi non accade nulla di particolare, ma questo non è il caso dei due protagonisti di “Le ho mai raccontato del vento del Nord” Emmi e Leo.

Può accadere che una lettera scambiata, invertita o semplicemente omessa mentre digitiamo un indirizzo e-mail, possa cambiarci la vita, ed è proprio partendo da questa possibilità che lo scrittore, giornalista viennese Daniel Glattauer ci accompagna nelle vite dei due protagonisti.

Emmi Rothner invia delle email all’indirizzo sbagliato, Leo Leike le riceve e decide di risponderle. Due storie di vita apparentemente distanti, lei sposa e madre dei due figli del marito, lui diviso tra il suo lavoro di psicolinguista e storie sentimentali deludenti.

Tra di loro lentamente si instaurerà un rapporto che diventerà via via più intimo, più forte. Immaginarsi senza vedersi può creare delle aspettative altissime, i protagonisti si idealizzano a tal punto da risultare perfetti l’un l’altro, ma si sa, dietro ad uno schermo la vita scorre con ritmi diversi e spesso la realtà per quanto bella ed interessante possa essere non sarà mai abbastanza. Riuscirà questo amore epistolare a superare l’impatto con la realtà? Cosa accadrà quando per la prima volta si guarderanno negli occhi?

Questo ovviamente non ve lo dico, quello che posso dirvi è che l’ho trovato davvero un buon libro, all’inizio un po’ incerto, ritrovarsi davanti 192 pagine piene di email, potrebbe non apparire stimolante agli occhi del lettore, ma vi assicuro che dopo qualche pagina entrerete in un loop di curiosità morbosa, di ogni email inviata dai due protagonisti, vorrete conoscere la risposta e questo meccanismo vi farà divorare il libro senza che neanche ve ne accorgiate. Un testo molto verosimile sia per le dinamiche che per i contenuti, è facile ritrovarsi in alcune e-mail. Un continuo gioco psicologico che metterà a nudo le vite dei due.

“Un giorno ci incroceremo in un caffè o in metropolitana. Cercheremo di non riconoscerci o di fingere di non vederci, ci gireremo svelti dall’altra parte. Saremo imbarazzati per ciò che è diventato il nostro “noi”, per quello che ne è rimasto. Niente. Due estranei uniti da un passato immaginario.”

Daniel Glattauer

di Simone Caputi