“Uno non può uscire in strada così com’è e cercare un’uscita solo con le sue gambe. No. Ogni grande viaggio ha bisogno di una grande preparazione”.

 

Una storia cupa e onirica quella che ci racconta Paco Roca in ” Le strade di sabbia”.

Il viaggio di un uomo, Ignazio, che fugge alle proprie responsabilità o che forse semplicemente non è ancora pronto ad affrontarle. Un’appuntamento mancato con la sua compagna lo porterà a vagare per le vie del vecchio quartiere nel quale perderà la propria identità e rimarrà intrappolato fisicamente ed emotivamente alla ricerca di una via d’uscita e di se stesso.

Un labirintico viaggio attraverso strade che sembrano tutte uguali e che portano inevitabilmente sempre allo stesso punto, l’hotel La Torre. Un luogo misterioso nel quale le stanze sono infinite e gli ospiti molto particolari.

Ed è  proprio attraverso gli ospiti dell’ hotel che Paco Roca disegna un quadro fatto di paure, di angosce, di cose non dette e di amore. In tutti i personaggi c’è qualcosa di incompiuto, sono vittime di se stessi intrappolati in una realtà dalla quale non riescono a fuggire.

Il sig. Rueda responsabile delle caldaie, ama segretamente Ester la proprietaria dell’hotel e crea  appositamente dei guasti per non farla andar via. Ester è a sua volta innamorata del sig. Rodendo de Los Ventos, un cartografo avventuriero ed esploratore del mondo ormai agorofobico che vive nell’hotel ma che lei non ha mai visto. La postina Bianca che scrive lei stessa le lettere che consegna, Il Conte Diogene, un vampiro che non può specchiarsi e che è ossessionato dai suoi ritratti e dai ricordi di affetti mortali che lo hanno lasciato, Il Colonnello Pietra che non accetta la morte della moglie e per paura della solitudine tenta ripetutamente di clonarla e poi c’è Carmen moglie di un uomo che fin da giovane ha pianificato il suo trapasso in un mondo ultraterreno e che adesso passa le giornate dentro una bara, aspettando che la fine arrivi.

Le strade che prima sembravano tutte uguali iniziano a prendere forme e colori differenti, Ignazio riuscirà piano piano a trovare la propria strada, liberando anche gli altri ospiti da quelle catene che li tenevano intrappolati.

Un racconto di riscatti che ci porta a guardare oltre le apparenze. Il protagonista ora ha la possibilità di ritornare alla propria realtà e alla propria identità che tanto ha ricercato…ma siamo sicuri che sia veramente questo ciò che vuole?

di Simone Caputi