Non chiamateli libri  e nemmeno fumetti.

Wikipedia le definisce: “storie che hanno la struttura del romanzo, quindi autoconclusive, con un intreccio sviluppato e di solito rivolte ad un pubblico adulto”. Stiamo parlando delle graphic novel, tradotto letteralmente  romanzi grafici.

Era il 2015, e mentre mi aggiravo tra gli stand del Romics, la mia attenzione veniva catturata da un volume di sessanta pagine circa completamente a colori firmato Romain Renard, la graphic novel in questione era “Melvile – La storia di Samuel Beauclair”, cioè l’uomo raffigurato di profilo in copertina.

L’autore Romain Renard, classe 1975, belga, è un artista a tutto tondo. Di “Melvile” è sua la storia, suoi i disegni, suoi i colori e sua anche la colonna sonora, composta appositamente per accompagnare la lettura del romanzo. Si, perché tramite un’applicazione, è possibile scaricarla ed utilizzarla come sottofondo, rendendo così l’esperienza ancora più immersiva.

Una tavolozza di tonalità quasi sempre scure e disegni che sembrano dipinti, ci fanno sprofondare nelle angoscianti zone d’ombra del protagonista. Una storia breve ma intensa che tiene alta la tensione emotiva e regala qualche brivido.

Melvile è la storia di Samuel Beauclair, uno scrittore che dopo il successo del suo primo libro si ritrova nel bel mezzo di una crisi da pagina bianca. Sam non riesce più a scrivere, deciderà allora di trasferirsi a Melvile nella casa che un tempo apparteneva al padre, anch’esso romanziere, per ritrovare se stesso e la sua ispirazione, qui incontrerà due fratelli David e Rachel, che lo aiuteranno (involontariamente) nell’intento…

Ma i luoghi del passato a volte nascondono demoni ancora più grandi con i quali Samuel sarà costretto a fare i conti se vorrà andare avanti con la vita.

Ci riuscirà? Lascio a voi scoprirlo…

Benvenuti a Melvile, dove il tempo scorre lento.

” A bruciare, quella sera, non fu altro che legno. Non fu altro che terra, non era carne e non erano nemmeno ossa. Sì, non fu altro”. – Samuel Beauclair

di Simone Caputi