MINE è una bella storia. Una storia che porta la firma di due ragazzi italiani: Fabio Guaglione e Fabio Resinaro.

E’ una storia che ha inizio tra i banchi del liceo scientifico Primo Levi a San Donato Milanese, qui i due registi si conoscono e cominciano a condividere e a vivere insieme le loro passioni. Finita la scuola, i due ragazzi si dedicano alla realizzazione di cortometraggi, cominciando a farsi conoscere in giro per il mondo grazie anche e soprattutto alla partecipazione a numerosi festival.

Nel 2009 fondano una loro casa di produzione, la Mercurio Domina, e cominciano ad essere rappresentati negli Stati Uniti da un’importante agenzia, la CAA. Questo li porta nel 2016 al debutto alla regia del lungometraggio Mine.

Immaginate di essere sull’orlo di un precipizio, in continuo equilibrio precario, ecco la sensazione che si prova guardando questo film è esattamente questa. Mike (Armie Hammer), in missione nel deserto africano, poggia un piede su una mina antiuomo pronta ad esplodere non appena la pressione del piede verrà meno. L’unico modo per sopravvivere è restare immobili nella speranza che i soccorritori arrivino quanto prima.

E’ una lotta. Contro la natura, contro il fato, contro se stessi. Non sono solo i pericoli del deserto a far visita a Mike, sono anche i fantasmi del passato, quelli che lo hanno portato a decidere di andare in missione, quelli che lo hanno portato a calpestare quella mina antiuomo, quelli che stanno per tagliare le ali al suo futuro.

Passato, presente e futuro si intrecciano. Accade spesso, in molti momenti della vita di ciascuno di noi. Bisogna regolare i conti con il proprio passato per poter vivere un presente sereno e agognare la felicità nel futuro.

Mine ci spinge ad andare avanti, a sconfiggere le nostre paure, a fare il passo in più che spesso ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi e di continuare a inseguire i nostri sogni.

Mine è proprio una bella storia, nata tra i banchi di scuola e arrivata nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. A dimostrazione che seppur con difficoltà e ostinazione, il talento premia ed è in grado superare qualsiasi confine.

di Melissa Basile