Moonlight. Oscar 2017 per il miglior film.

Miami, Florida. Comunità nera. Little ha dieci anni e comincia a toccare con mano la dura realtà di chi a quell’età, in quel contesto sociale, si mostra debole. Non è semplice, soprattutto quando non hai un padre e hai una madre tossicodipendente che tutto di dona tranne che quell’affetto che solo le mamme sanno e possono dare.

Chiron (questo è il suo vero nome), a testa bassa accusa i colpi che la vite gli infligge, va avanti e trova conforto in Juan e Teresa, a casa loro ci sarà sempre posto per lui e le sue paure. Quando il respiro si spezza e i battiti aumentano Chiron decide di reagire alle ingiustizie subite, ma quello che ottiene è un altro pugno, dritto nello stomaco: un periodo di detenzione.

Quando Chiron esce, è cambiato, sono diversi i modi di fare, è diverso il fisico (più muscoloso), è diverso l’abbigliamento, ma non sono diversi gli occhi, quelli, come disse qualcuno, non mentono. Sono alla continua  ricerca di quella luce che solo un sentimento puro e sincero può accendere.

Prima con la mamma e poi con l’amico Kevin, l’amore nella vita di Chiron sembra non essere previsto, l’essere omosessuale negli ambienti in cui è cresciuto non aiuta e la paura domina la voglia di amare.

Sarà questa voglia a spingerlo forse verso una nuova rinascita e a trovare conforto anche nelle radici e in quel passato che tanto lo avevano deluso.

Ad aver vinto l’Oscar è la speranza in un mondo in cui tutti possono essere se stessi, senza paura.

di Melissa Basile

A un certo punto dovrai decidere da solo chi vuoi diventare. Non lasciare che qualcuno decida per te.

Juan – Moonlight