Eccoti qui decidi che la fase dell’eterna adolescenza è finita e che è ora di crescere e crescerai. E allora tutto cambia e questa volta cambierà. Avrai una casa più grande, la piscina, il garage col posto auto, il prato sempre curato, il portico fiorito e le porte smaltate, il cane che chiamerai Marx e la barca che chiamerai Giulia, avrai la salute assicurata, la vita assicurata, il frigorifero sempre pieno per non sentirti povero, un tappeto etnico per continuare a sentirti giovane e finestre da cui entra sempre il sole… e allora avrai la tua famiglia felice i tuoi bambini in salute e lei… avrai lei… che ti ricorda tutte le cose belle che avete avuto… non è questo che avevi sempre sognato?

Carlo (Stefano Accorsi)

Nel 2001 Gabriele Muccino, con il film “L’ ultimo bacio- la storia di tutte le storie d’amore”, raccontava la vita e l’amore visti dagli occhi di cinque ragazzi di circa 30 anni.

Diversi i modi di affrontare le scelte e i problemi, ma tutti comunque legati all’amore, spesso malato, incompreso e confuso.

I protagonisti del film (Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Marco Cocci, Pierfrancesco Favino e Giorgio Pasotti), sono in crisi, la crisi dei trentenni.

Io non so se questa sia “la storia di tutte le storie d’amore” e neanche m’interessa saperlo, quello che so invece è che all’uscita del film mi si aprì un mondo. Certo, al tempo io avevo solo vent’anni e molte dinamiche raccontate nel film non mi appartenevano, comunque “L’ultimo bacio” mi rimase addosso come un cappotto per molti anni. Ancora oggi non so se ringraziare o detestare Gabriele Muccino per questo.

C’era Martina Stella, bellissima, a far perdere la testa a Carlo (Accorsi). Credo fosse veramente difficile non innamorarsene. Nel film Francesca (Stella) rappresenta la passione, la giovinezza, la fuga dalle responsabilità che siamo costretti ad assumerci nella vita.

Carlo, come pure i suoi amici si ritrova a dover crescere, a dover fare i conti con le proprie paure e insicurezze. Si rende conto che tutto sta cambiando, che la sua vita non sarà più come prima. Un figlio, la casa, un mutuo, un matrimonio, fattori che lo spingono al tradimento per poi farlo tornare sui suoi passi quando ormai forse è troppo tardi.

Ad aspettare un figlio da Carlo (Accorsi) è Giulia, interpretata da Giovanna Mezzogiorno, meravigliosa. Con la sua fisicità e i suoi occhi è riuscita a regalare al personaggio di Giulia una grande profondità e una carica emotiva potente. Purtroppo, a parer mio, nel sequel “ Baciami ancora” uscito dieci anni dopo Vittoria Puccini, interpretando sempre il personaggio di Giulia, non è riuscita a donarle la stessa intensità.

La corsa è uno dei tratti distintivi dei film di Gabriele Muccino. All’interno dei suoi film troviamo sempre una sequenza nella quale qualcuno corre, corre e corre ancora, come se non ci fosse un domani.

Si corre per inseguire un amore, si corre per fuggire da una storia, si corre per andare da lei a dirle che la ami. Fatto sta che a me questa storia della corsa mi è sempre piaciuta.

Ciascuno dei protagonisti affronterà i cambiamenti a proprio modo, ci sarà chi crederà di trovare nel matrimonio la felicità e la normalità o chi deciderà di partire credendo di sfuggire alla vita. Il film non ci spinge in nessuna direzione, non ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato; ci mostra delle possibili situazioni, lasciando allo spettatore le proprie considerazioni.

A sottolineare le diverse storie che s’intrecciano la colonna sonora composta dal Maestro Paolo Buonvino. Carmen Consoli (presente nel film in un piccolo cameo) ci regala la bellissima canzone intitolata proprio “L’ultimo bacio”.

I film di Gabriele Muccino o si odiano o si amano. Io, in tutta onestà, devo dire che questo film l’ho amato e lo amo davvero molto.

di Simone Caputi