– Dobbiamo fare qualcosa, approfittare di questi ultimi anni di vita. Vogliamo dormire e giocare al Bingo mentre aspettiamo la morte?
– E che vuoi fare?
RughePaco Roca
Un nome importante quello di Paco Roca come belle e importanti sono le sue opere, le sue storie, le sue graphic novel.
Ho avuto il piacere di leggere “Rughe“, difficile descrivere quest’opera, perché parla di un periodo della vita al quale non si pensa se non quando ci si trova ormai dentro.
Roca racconta la storia di Emilio, ex direttore di banca,  che si ammala di Alzheimer. La famiglia decide di portarlo in una casa di cura, qui Emilio si ritroverà a dover affrontare la malattia in una realtà che non è la sua. Diversi sono i personaggi, ospiti della casa, che entreranno in contatto con lui, ma sarà con Miguel che stringerà il rapporto più stretto.
Rughe, ci fa entrare in una dimensione piena di sentimenti contrastanti, si passa dalla paura alla speranza, dall’odio all’amore profondo, fino all’Amicizia, quella vera.
Le relazioni che si instaurano nella casa di cura sono profonde, perché per scelta o per necessità spesso diventano l’unica cosa alla quale ci si può aggrappare.
Si dice che quando si invecchia, si ritorna ad essere bambini, credo sia proprio così.
Emilio come altri, provano a non abbandonarsi a se stessi, sognano ancora di poter fare e dare tanto, almeno fino a quando il loro corpo glielo permetterà.
Rughe è un pugno allo stomaco che colpisce sia padri che figli, ognuno con le proprie responsabilità.
Bellissimi e incisivi i disegni di Paco Roca, che riescono perfettamente a far emergere le emozioni e i disagi dei protagonisti.
Un viaggio discreto, da fare assolutamente.
di Simone Caputi