“Facendo l’avvocato mi sono reso conto molto presto di quanto mi trovassi molto più a mio agio seduto per terra a creare sculture piuttosto che sulla poltrona di un consiglio d’amministrazione a negoziare accordi; allora i miei conflitti personali e i miei timori si sono incontrati con il profondo desiderio di raggiungere la felicità totale e mi hanno aperto la strada verso la decisione di dedicarmi all’arte a tempo pieno”.

Nathan Sawaya

Con queste parole l’Americano Nathan Sawaya ci accoglie nel suo regno fatto di creatività, fantasia, passione e tanti ma proprio tanti mattoncini colorati LEGO.

A Milano presso la Fabbrica del Vapore fino al 29 gennaio 2017, la mostra, considerata dalla CNN una delle dieci mostre da non perdere assolutamente. È un percorso tra le diverse opere dell’artista, da quelle originali nelle quali l’autore esprime maggiormente se stesso, a riproduzioni di famose opere d’arte, sia pittoriche che scultoree. Tra queste troviamo la Gioconda di Da Vinci, L’Urlo di Munch, Il Bacio di Klimt o La Grande Onda di Kanagawa di Hokusai e il David di Michelangelo.

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Percorrendo i corridoi della mostra, ci si imbatte nel Partenone e nella riproduzione dello scheletro di un enorme dinosauro. Le opere sono tutte ben fatte, da lontano si perde la percezione dei mattoncini e tutto ci appare di una realisticità unica.

Altre sue opere degne di nota sono i ritratti, si va da Andy Warhol a Jimi Hendrix passando per Janis Joplin fino ad arrivare a Mickey Mouse, insomma, ce n’è per tutti i gusti, anche se forse il più emozionante è il ritratto che Sawaya a dedicato a sua moglie, sua musa ispiratrice. Una donna che ha saputo accettare ed incoraggiare il marito, in una scelta fuori dagli schemi. Sawaya la ringrazia pubblicamente per mezzo della didascalia che accompagna l’opera.

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La mostra nel complesso è bella, le opere riescono a stupire e a suscitare emozioni.

Il prezzo del biglietto vale la mostra? A mio avviso sì, la mostra è strutturata su due piani e di cose da vedere ce ne sono tante, anche se qualcuna in più non avrebbe guastato. Le sale sono in penombra, le luci cadono sopra le opere creando un bel effetto, peccato solo per le didascalie non illuminate che si leggono a fatica.

Un messaggio importante quello di Sawaya, quello di credere nei propri sogni e nelle proprie passioni e far sì che diventino realtà.

Mettersi in gioco per costruire il proprio futuro. E’ forse questa la chiave?

di Simone Caputi

“I sogni si realizzano…un mattoncino alla volta!”

Nathan Sawaya