“L’ Europa e il mondo intero sono in pericolo per colpa delle notizie false lette sulla rete”.

Ai festival o alle fiere dedicate al fumetto, mi piace osservare i disegnatori all’opera, ne rimango sempre molto affascinato. Li riconosci perché passano la maggior parte del tempo chini sul loro foglio bianco che lentamente prende forma, si colora e si sfuma grazie a matite, pennarelli e altre cose che noi umani non possiamo immaginare. E sono bravi.

Vedere bellissimi disegni stampati su carta patinata è senza alcun dubbio una cosa bella, ma vederli prendere forma lentamente sotto i nostri occhi ha tutto un altro sapore e appagamento visivo. E’ la stessa differenza che passa tra ascoltare un brano da cd  e ascoltarlo live, le emozioni sono differenti.

Mentre passeggiavo per il Festival del fumetto di Novegro, mi sono imbattuto in uno, anzi in due di loro. Sto parlando di Alberto Locatelli, disegnatore che insieme ad Andrea Pau, sceneggiatore, presentavano il primo numero di “The Believers“, edito da IT Comics.

La cosa di questo volume che mi ha maggiormente colpito, sono stati sicuramente i disegni, uno stile particolare e poco visto. L’immagine in copertina ha una sua forza indipendente, la caratterizzazione visiva dei personaggi e delle ambientazioni fanno venire voglia di sfogliarlo e di leggerlo.

Ed è proprio leggendolo che ci si accorge che “The Believers” è qualcosa di diverso dal solito.

Siamo nei primi anni di un ventunesimo secolo alternativo, le false notizie e la DISinformazione viaggiano veloci, ed è proprio grazie a queste due potentissime armi che i cattivoni di turno, riescono a tenere sotto controllo popoli e governi. Ma come in ogni storia che si rispetti, se ci sono dei cattivi ci sono anche dei buoni, rappresentati da un gruppo che si fa chiamare Pig Club.

Insomma le premesse per una buona lettura ci sono tutte, molto belle ed ispirate le tavole di Alberto Locatelli che riescono egreggiamente ad accompagnare la sceneggiatura di Andrea Pau. Interessante e divertente la prefazione di Roberto Pusceddu, amico dello sceneggiatore  che ci regala un aneddoto che li riguarda, dandoci inoltre una sua visione personale e dichiaratamente lontana dal mondo della letteratura.

Insomma, non vi resta che leggere questo primo volume, in attesa dell’uscita del secondo.

di Simone Caputi

Foto di copertina: Melissa Basile