Era il 1973 quando il regista americano William Friedkin, definito poi il “Regista del male”, diresse “il film più terrificante di tutti i tempi”, l’esorcista.

Tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, pubblicato nel ’71 e considerato il più grande best seller di tutti gli anni settanta.

Il film come il romanzo ebbe un grande successo, vincendo due premi Oscar nel 1974 come miglior sceneggiatura e miglior colonna sonora. Sarà proprio quest’ultima a donare quel tocco in più ad una storia già forte che definirà gli standard futuri del genere horror.

Le musiche del film furono affidate all’americano Jack Nitzsche , ma il brano che negli anni identificò maggiormente il film, fu “Tubular Bells” di Mike Oldfield, brano che nel tempo sarebbe diventato sinonimo di terrore.

Ritengo che per gli appassionati del genere horror, essere cresciuti tra gli anni ’80 e ’90 sia stato un gran privilegio. In quegli anni le produzioni horror erano moltissime, c’era davvero l’imbarazzo della scelta.

Quante serate e pomeriggi in compagnia di “Nightmare on Elm Street”, “Venerdi 13”, “Halloween”, “IT”, per non parlare poi di tutti i film sugli zombi (gli antenati di “The Walking Dead”) e di quelli di Dario Argento. Il materiale era davvero tanto, in più mi ero anche abbonato alla rivista “Horror Mania” che mensilmente allegava un dvd, facendomi scoprire registi e film che al tempo ignoravo.

Lo sapevate che il primo lungometraggio di Peter Jackson (la trilogia del Signore degli Anelli) fu uno splatter? Ebbene si “Bad Taste” nel 1987, vi consiglio di recuperarlo.

Tornando a parlare dell’Esorcista, vi assicuro che fu un’esperienza del tutto diversa, sarà perché il tema trattato era perlopiù sconosciuto a noi ragazzi o perché l’impossibilità di identificare fisicamente il cattivo di turno metteva ancora più ansia e paura.

Ritengo questo uno dei migliori film horror di sempre.

E’ un film spaventoso ma non solo, è ben fatto. Tutto funziona alla perfezione, I dialoghi, i colori, la grana della pellicola, le scenografie, le ambientazioni esterne, gli attori, il periodo storico. Tutto è al posto giusto rendendolo un capolavoro.

Le influenze del cinema si sa ti restano addosso ed è difficile separarsene.

Infatti, io e i miei amici non ce ne separammo e durante una fredda Pasqua del 2002, in un casale Umbro sperduto nel nulla, armati di una telecamera, molta fantasia e molto tempo libero, mettemmo in scena la nostra versione dell’Esorcista. Fortunatamente per voi non potrete mai vederla, perché diciamocelo, non è che fosse un granché, ma quello che è bene ricordare fu l’impegno messo per la realizzazione degli effetti speciali, uno su tutti l’effetto fumo…costò due pacchetti di sigarette e un polmone.

Alla fine di ottobre Fox porterà in Italia sui canali Sky la prima stagione de “L’esorcista – la serie”, nel cast nomi importanti come Geena Davis, Ben Daniels e Alfonso Herrera.Sarà Rupert Wyatt a dirigere l’episodio pilota scritto da Jeremy Slater.

I diversi trailer che si sono susseguiti sul web hanno riacceso l’interesse di vecchi e nuovi estimatori della pellicola del ’73. Non possiamo negare che anche dopo tanti anni, quel motivetto “Tubular Bells” ci abbia fatto venire la pelle d’oca. Realizzare una serie tv partendo da un capolavoro come quello di Friedkin può essere stimolante quanto rischioso. Le aspettative sono altissime e il confronto con il passato sarà inevitabile.

Riuscirà il nuovo a competere con il vecchio?

Riuscirà il bene a sconfiggere il male?

di Simone Caputi