Dopo aver letto la prima graphic novel di Alberto Madrigal, “Un lavoro vero”, non ho potuto fare a meno di recuperare la sua seconda opera lunga: “Va tutto bene”.

Così come il suo primo libro, anche il secondo ci avvicina alle problematiche delle nuove generazioni troppo spesso costrette a soffocare i loro sogni per un lavoro malpagato e poco gratificante.

L’artista spagnolo, con questa nuova storia crea un’ode alla speranza e quindi alla vita stessa. La protagonista, Sara, è una sognatrice, ha per la testa moltissime idee che però non riescono a prendere corpo. Un altro dei personaggi, Daniel, cerca di spianare la strada ad un futuro certo, annullando però se stesso. Le storie dei due personaggi vanno di pari passo e hanno come sfondo una Berlino in cui i giovani si rifugiano e lottano per affermare la propria identità.

Lo stile di Alberto Madrigal è inconfondibile e dopo la sua opera prima non necessita più di presentazioni, i lettori sono infatti affezionati al suo tratto morbido.

“A volte siamo così occupati a scansare la merda da non renderci conto che la vita è piena di opportunità”, questa è una citazione di “Va tutto bene” nonché morale della storia. Quante volte pensando a ciò che non va nella nostra vita, evitiamo di pensare a ciò che realmente potremmo cambiare e fare andare per il verso giusto? Proviamoci perlomeno!

Qui tutti hanno un progetto, sopportano un lavoro part-time per portare avanti i loro sogni. Quello che nessuno ti dice è che i tuoi sogni possono essere sbagliati.

Che senso ha allora portarli avanti?

Alberto Madrigal – “Va tutto bene”

di Melissa Basile