zeroCO2 – compensare i consumi di co2 è possibile!

zeroCO2, poche lettere ma dal significato ben preciso: zero inquinamento.

Ormai è innegabile: i boschi spariscono, i deserti crescono, le specie si estinguono, l’inquinamento atmosferico aumenta e tutto questo a discapito dell’intero pianeta di cui anche noi facciamo parte!

zeroCO2 è una realtà che cerca di arginare questa continua distruzione. Come? Piantando alberi!

Abbiamo intervistato i ragazzi che si occupano di questo progetto.

 

Raccontateci del vostro progetto, come è nato?
Cosa succede allo stomaco quando scopri che il cibo che hai davanti ha prodotto 2.5 kg di Anidride Carbonica e consumato circa 3000 litri di acqua? Quella sera ancora non lo sapevamo. Scoprirlo è ciò che ci ha fatto mettere in moto. Davanti a quanto di più buono e meno sostenibile esista è nata zeroCO2: un hamburger (non fast food!). Siamo tre giovani studenti di relazioni internazionali, con diverse passioni ma con una coscienza comune sul futuro di questo pianeta. Siamo Andrea, Carlotta e Raffaele, un gruppo di giovani under 25 amanti degli hamburger, viaggiatori e tremendi utilizzatori di molte tecnologie. Con zeroCO2 vogliamo dare a tutti la possibilità di piantare un albero e compensare CO2 con un semplice click.

zeroCO2 è un esperimento di solidarietà ambientale e umana. Cambiare il proprio stile di vita non è sufficiente, innovarlo invece è la via alla propria eco-sostenibilità. Forti di questa convinzione abbiamo fondato zeroCO2, un contenitore di idee e innovazione molto “urban”. Sì, insomma, non volevamo parlare di tutta la coscienza politica e sociale che ci ha permesso di creare zeroCO2. Crediamo che la sostenibilità e la solidarietà siano le uniche vie future possibili.

bezeroCO2     

La vostra attività principale consiste nel piantare alberi per compensare la co2 prodotta dall’uomo. Dove vengono piantati? Chi se ne occupa?

La nostra attività principale è contribuire alla riforestazione. Questa attività permette non solo di compensare Anidride Carbonica ma anche di ridare dignità a un territorio. L’attività di riforestazione non esisterebbe se l’uomo non avesse deturpato una foresta. Il nostro piano di riforestazione è studiato secondo l’ecosistema dove lavoriamo e secondo le necessità tanto del suolo quanto di chi lo abita. Per intenderci non pianteremo un albero di Visciole in Guatemala. Quindi, un albero di frutta contribuisce alla riforestazione, a compensare CO2 e dà vita agli altri esseri viventi. I nostri alberi vengono donati a diverse famiglie di contadini in Guatemala che se ne prendono cura, li fanno crescere e poi traggono beneficio dai frutti. Piantare un albero con noi quindi non è “solo” compensare CO2 ma è sicurezza alimentare e sostegno economico per alcune popolazioni in condizioni di povertà.

Abbiamo anche un servizio ad hoc per le aziende che permette a qualunque impresa di creare la propria foresta e compensare i consumi di CO2.

zeroCO2 e avocado

Oltre alla possibilità di piantare un albero, zeroco2 dà la possibilità di acquistare magliette prodotte con materiale riciclato. Che materiali utilizzate? Oltre al materiale, anche la produzione è ecosostenibile?

È vero. All’inizio, quando ci interrogavamo su come ingaggiare i nostri amici, ci è venuta l’idea di produrre un paio di capi di abbigliamento. Una T-shirt e una borsa in tela a cui abbiniamo sempre, in forma gratuita, la piantumazione di un albero per compensare il processo produttivo e i consumi generati dalla “vita” della maglietta. All’inizio volevamo utilizzare il cotone organico ma studiando i filamenti abbiamo scoperto che per avere un chilo di cotone vengono utilizzati circa 7000 litri di acqua. Uno sproposito. Abbiamo scoperto questa fantastica tecnologia che recupera gli scarti di cotone organico delle aziende e rigenera il filamento. I nostri prodotti sono composti al 60% da scarti di cotone organico pre utilizzo e al 40% da poliestere post utilizzo (il riciclo delle bottiglie di plastica!). Quindi è un prodotto di origine 100% riciclata. Siamo partiti con una T-shirt unisex e una shopper bianca ma da ottobre usciremo con dei nuovi capi, più intriganti e probabilmente più sostenibili.

Questo progetto è la vostra occupazione primaria? Riuscite ad autosostenervi?
Non ancora. Carlotta e Raffaele stanno terminando gli studi mentre Andrea si divide tra il Guatemala e l’Europa. In questo progetto siamo seguiti da un esperto che ci sta aiutando a crescere. Siamo ancora in una fase pilota ma grazie ai risultati finora ottenuti a ottobre passeremo a una fase successiva. L’obiettivo è renderla la nostra occupazione primaria che sarebbe sinonimo di migliaia di kg di CO2 compensati.

In un mondo sempre più inquinato e messo a dura prova dal nostro stile di vita, credete che realtà come le vostre possano fare la differenza?
È la ragione per cui è nata zeroCO2, fare la differenza. Noi ci occupiamo di riforestazione, inquinamento dell’aria e solidarietà ma ci sono tante altre realtà che si occupano di inquinamento marino, riciclo dei rifiuti, innovazione industriale ed energetica etc. Cosa c’è di nuovo in noi? Viviamo nell’era degli abbonamenti: connessione mobile, spotify, netflix e chi più ne ha più ne metta. Noi offriamo a un prezzo accessibile a tutti un pacchetto per compensare i tuoi consumi mensili grazie alla piantumazione di diversi alberi. Mica male! Come cittadini del nord del mondo abbiamo delle responsabilità. Esistono due strade, quella dell’indifferenza e quella del prendere parte, di attivarsi. Con zeroCO2 cerchiamo di rendere più semplice militare fuori dall’indifferenza. Ci sono molti paesi degni di essere osservati e studiati per le loro politiche ambientali. L’Italia stessa ha poco da invidiare alla maggior parte dei paesi europei. Purtroppo, negli ultimi anni si è vista crescere la retorica per cui i paesi in via di sviluppo e quindi con un’industria in rapida espansione dovrebbero farsi carico di tutte quelle responsabilità ambientali che per anni i paesi del nord del mondo hanno ignorato. L’ex Presidente dell’Ecuador, Correa, un vero illuminato che si è ampiamente battuto per un’economia eco sostenibile sostiene che se è vero che l’acqua vale più dell’oro è altrettanto vero che non esiste una buona ragione per non sfamare prima tutti. È un evidente riferimento all’ipocrisia settentrionale che produce più cibo di quanto gliene serva mentre contamina e distrugge un intero pianeta. Da qui l’etichetta della nostra maglietta: “Desaparezca el hambre y no el hombre” anche se non è una citazione di Correa.

bezeroCO2 mango

Invece ciascuno di noi, nella propria quotidianità in che modo può fare la differenza? Si accettano consigli!

Il mantra è: ricicla, riusa, riduci.

Hamburger, voli low-cost, frutta tropicale tutto l’anno sotto casa, macchina per andare dalla camera da letto al bagno, telefono, computer e server, tutto sempre acceso. Siamo coscienti che pur cercando di avere uno stile di vita il più sostenibile e in linea con la nostra ideologia saremmo comunque stati un peso di circa 500 kg di CO2 al mese. Una persona onnivora con uno stile di vita nella media produce 550 kg di CO2 al mese. Un Vegetariano il 30% in meno e un vegano addirittura il 50% in meno. Ci sono due dati estremamente interessanti. Gli allevamenti di bestiame sono responsabili del 18% delle emissioni dei gas serra. L’industria del bestiame e i tutti i loro sottoprodotti e derivati sono responsabili del 51% di tutte le emissioni di gas serra. Quindi la dieta gioca un ruolo chiave nella nostra sostenibilità. Volete mangiare carne? Consumatela qualche volta in meno e comprate quella del macellaio che ha il suo allevamento. Fare la spesa consapevoli, prodotti di stagione e di produzione quanto meno nazionale. Se volete mangiare una vera Papaya venite da noi in Guatemala, evitate di comprarla sotto casa. Car sharing invece che comprare un’auto nuova (la produzione di una utilitaria piccola è colpevole di circa 6 tonnellate di co2e, circa quanta CO2 produce un essere umano in un anno! Un Suv di ben 35 tonnellate!), resistere alla tentazione dei 18 gradi in casa ad agosto e ai 24 a gennaio. Comprate usato. Evitate le buste di ogni tipo, la nostra shopper esiste apposta. Condividete e fatevi prestare.

Esiste un movimento stupendo: zero waste. E strumenti molto utili, carbon footprint calculator, water footprint. Dategli un occhio. Se invece siete curiosi di vedere quanto consuma in Co2 una delle specifiche attività di una comune giornata tipo, andatevi a leggere “Una giornata in Co2e” nella sezione storie (fotografiche) del nostro sito www.bezeroco2.com

Quindi più realtà come la nostra e meno fast food e allevamenti intensivi.

Avete altre idee o progetti per il futuro? Magari andare ad operare in altre zone del mondo?

Sì, questo è un progetto in cui crediamo molto e che continuerà nel tempo. Stiamo già valutando altre zone del mondo dove sia applicabile il nostro modello. Il nostro sogno è dimostrare che la sostenibilità ambientale non è nemica della sostenibilità economica di un’azienda. Se ci riusciremo sarà un bene per tutti quanti.

Intervista a cura di Melissa Basile